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non voglio aver bisogno di un uomo

In un impeto di follia, una notte, ho deciso che volevo rinnovare la magione.
Avere più spazio, soprattutto mentale.
Non ho fatto un vero e proprio piano, più che altro mi sono lasciata trasportare dall’impeto.
LaStrizza dice che è abbastanza normale sentire il bisogno di sistemare e di fare “altro” mentre si mette ordine nella propria testa e il fatto di avere una certa (e temporanea) stabilità lavorativa ha scatenato il tutto.
Insomma, progetto, faccio, disfo, rifaccio.
Inizio dallo sgabuzzino.
Cerco e cambio le tende arrampicandomi sulla scala e litigando con un cacciavite e ingoiando viti.
Compro la pittura, dopo aver scelto il colore e sentito millemila consigli, mi cimento con una pistola spray, con un rullo con il serbatoio e finisco a darla di pennello.
Sistemo scarpe, sposto mobili, compro cose.
E non vedo la fine.
In tutto questo non mi perdo d’animo quando non ce la faccio.
Sul serio avrei voluto delegare alcune cose a qualcuno che è capace (e di solito è un uomo), ma poi mi sono detta: testa mia, casa mia, problemi miei.


voglia di rinnovare

Decido di fare ordine nel buco nero che ho sotto al letto ed è stata meno tragica del previsto.
In realtà non c’era molto da fare.
Però ho bisogno di sfoltire le cose in casa, di avere più “spazio” visivo, più ordine, più pace, più razionalità.
Se metto ordine nella mia testa devo farlo anche attorno a me.
E in tutto questo decluttering forzato, nel razionalizzare, cambiare, spostare c’è solo un gran casino.
Potrebbero girare una puntata di “Sepolti in casa“.


Le buone intenzioni

Top ten delle buone intenzioni per quest’autunno
1. chiudere il buco nero che ho sotto al letto
2. andare in palestra
3. andare in piscina
4. trovare una buona postazione di co-working
5. iniziare il corso al quale mi sono iscritta e fare la secchiona
6. trovare un lavoro serio
7. studiare Venezia andando a visitare tutto quello che mi manca
8. non comprare scarpe e vestiti
9. riordinare le bollette pagate
10. capire che la vita sta cambiando


fidanzati

Una ragazza sola deve pur avere delle frequentazioni con cui dividere il letto, la cucina e pochi altri spazi.
Elettrici ovviamente (e tutti penseranno a strumenti poco consoni).

E così parlo con il mio nuovo amico Pinguilcondizionatore e il nuovo frullatore che mi aiuta nella mia grama vita da salutista con il latte di soia.
E nel frattempo penso che avrei proprio voglia di andare a spasso con un cagnolino e il suo padrone, che vorrei andare a bere un aperitivo, che vorrei mi invitasse a cena.
Rassetto le idee e mi metto a frullare la frutta.


scarpifera

E’ un periodo un po’ duro, ma tra LaStrizza, la chimica ben dosata e chi mi sta intorno riesco quasi a vivere delle giornate normali.
C. mi ha portato fuori a fare spese, in mezzo alla gente, di sabato pomeriggio.
Il nostro bottino principale sono state 4 paia di scarpe: 2 a testa.
adidas_original.b063d104035.originalUn paio di scarpe da ginnastica (esistono ancora?): no, non voglio darmi al fitness e neppure diventare una salutista, ma trovo sconveniente non avere neanche un paio di scarpe sportive. Sono stata da foot locker e per fortuna C. si è sostituita alla pessima commessa che ho trovato, la scelta è carina: in saldo ma, comunque, di moda. Quello che mi lascia perplessa è che sono bianche…vedo un lento ritorno agli anni Ottanta…orrore!

0;47;149;101Nella ricerca di un paio di scarpe calde-comode e con la punta da dr martens ma che non fossero tali (per C.), io sono incappata in un paio di eleganti ballerine color oro e crema. E’ stato amore. Un po’ meno per la carta di credito. Ma come si fa a resistere?

Se la mia salute dipendesse da un paio di scarpe mi comprerei un intero negozio.
Ogni tanto mi domando se riuscirò ancora ad essere “felice”, anzi, normale.


Propensione (negata)

In economia esiste una propensione al consumo, al risparmio e può essere marginale, mi ricordo che c’entra Keynes e che c’erano un sacco di formule.
Ora, se ci mettiamo a cercare i dettagli nei meandri della mia mente vedrete solo l’immagine dell’assistente figo di macro e microeconomia, perché una cosa è certa: a Bologna non mi sarò divertita, ma almeno mi sono rifatta gli occhi.

Tornando a noi, cammino di corsa per andare al lavoro e sbircio in una boutique una borsa stupenda, grande, da lavoro, come piace a me e rosa.
Mi dico: se non costa più di 350€ la compro senza battere ciglio.
Ripasso alla sera, con calma, con una inaugurazione sulle spalle, e mi fermo ad ammirare la vetrina, mi spalmo contro il vetro per leggere il prezzo.
€ 1350
Ho sbagliato solo di un migliaio di euro.


conta fino a 11

Mentre preparo la valigia per partire si blocca la caldaia.
Niente acqua calda e niente riscaldamento.
Neanche male finche sono via, peggio quando torno e vorrei lavarmi.

Sono altrove, devo andare ad una fiera.
Sciopero dell’unica linea che collega il centro alla fiera.
Seguo l’orda di persone che come me stanno andando, con qualcuno chiacchiero e con qualcun altro no, ma soprattutto non mi perdo.

Compro una tazza bellissimissima.
La metto male in valigia e mi arriva frantumata.
Vado sul sito del negozio dove l’avevo acquistata e ne compro un’altra che arriverà via posta e ben imballata.