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rimescolamenti

Ho progettato due passeggiate per turisti per un’agenzia.
Le proverò entrambe nel fine settimana.
E a dire il vero ho un filino d’ansia.
Giusto un po’.
Ma forse è perchè devo sgomberare dei mobili.
O perchè casa mia sembra un magazzino di un accumulatore compulsivo e temo di non venirne mai più fuori.
O perchè voglio ridipingere delle pareti, ma l’istinto ce l’ho soprattutto di notte.
O perchè pensavo di aver sistemato tutte le scarpe che non faccio in tempo a distrarmi e ne trovo un altro paio e in tutto questo non so cosa mettermi.
O perchè il mio ciclo si sta coordinando con quello della mia collega: io piango e lei sbraita.
O perchè mi sento terribilmente e inesorabilmente…(no, non la scrivo quella parola).


investire in competenze

Ho fatto un corso di Web Design.
La storia inizia a inizio luglio quando, consapevole che il mio futuro lavorativo stava definitivamente cambiando, ho deciso di investire in nuove competenze.
L’idea era di dedicare un anno al Grande Progetto, a fare l’accompagnatore turistico e a trovare nuove soluzioni lavorative come free lance.
Avevo anche trovato una scrivania in co-working.
Arrivo, non si sa come, a Treviso: ma sì, treni e bus! che problemi di orario hai? investi sul tuo futuro! gli ex studenti hanno dei portfoli meravigliosi e tu non sarai da meno!
Insomma, tra tutte le cose che mi piacciono e che potrebbero darmi un futuro scelgo il web design.
Scelgo una scuola che ha ottimi feedback, seria e via dicendo.
Investo i miei ultimi euro e mi preparo a questa nuova fase della mia vita.
Inizio il corso, non ho gran feeling con il docente, io sono un po’ lenta di comprendonio, ci metto dalle 12 alle 20 ore per fare i compiti per casa che non vengono neanche poi così bene e poi…trovo un lavoro.
E a fatica sono arrivata alla fine, con mamma che veniva fino in laguna per portarmi la macchina, i compiti sempre meno fatti, gli occhi sempre più stanchi, il senso di inadeguatezza.
E poi ieri sera l’esamino con il mio compagno di banco che mi passa direttamente una parte della prova.
Mi devo vergognare?
No, devo solo festeggiare e tenere tutto da parte per quando mi potrò lamentare della vita da free lance. 


tornare a scuola

Bisogna rinserirsi nel mercato, specializzarsi, aggiornarsi, ma seguire le proprie intuizioni.
Un giorno penso che mi piaccia trafficare con i siti internet, i templates, html…sono un po’ autodidatta e nulla più.
Trovo un buon corso, mi ci iscrivo, torno a scuola.
E mi ritrovo ad essere quasi l’ultima della classe.
Il prof mi mette accanto ad un tizio che mi può dare una mano, copiamo l’uno dall’altra e viceversa, facciamo anche un po’ casino in ultima fila, ci metto ore a fare gli esercizi a casa con i programmi di grafica che non ho mai usato.
Poi ho un’intuizione:
a) queste “cose” le ha pensate un maschio e quindi, come tali, sono semplici, metodiche, intuitive. Ma soprattutto: l’idea più semplice è quella più giusta
b) la sintassi html è come quella latina a carciofo del buon vecchio Cicerone e se l’ho tradotto al liceo…che problemi ci sono.
E quindi si ricomincia a studiare.
Con abbastanza leggerezza d’animo.


stiamo svegli insieme

“Vado a dormire”
“No, dai, non stasera”
“Se mi addormento non svegliarmi”
“Ok, però resta sveglia”
E così è stata la nostra ultima sera davanti alla tv, per l’ultima puntatona della serie che io e Dave guardiamo insieme, ognuno dal suo divano.
O meglio, io dal letto con un occhio chiuso e uno aperto.
Poi ci siamo fatti prendere dai commenti, dalla suspense, dai colpi di scena e tra commenti, risate e battute e un mio improprio spuntino alle 23 siamo arrivati a mezzanotte.
Consapevoli che quel finale aperto non ci piaceva proprio, probabilmente felici sapendo che ci sarà una terza stagione che guarderemo insieme.
“Dai, che tra un po’ comincia teen wolf!”
Ah, sì, perché in realtà noi non smettiamo mai.


downlodata

Facciamo una sintesi: il 4 ottobre il mio mondo sentimentale ha una svolta.
Ho incontrato il tatuatore, ci siamo fatti prendere dalla gioia e dalla passione.
Ho sempre pensato che Lui fosse l’unico uomo per me, anche perchè in tre anni di solitudine non ho trovato nessuno con cui condividere la mia vita se non quale cosa veramente occasionale.
Avevamo la sensazione di essere l’uno per l’altra.
Un senso di completezza difficile da spiegare.
Abbiamo messo dei paletti, abbiamo dato spazio a noi stessi, Lui si sta impegnando in un progetto. Ci siamo andati coi piedi di piombo perchè c’erano dei motivi validi per cui io l’avevo lasciato la prima volta.
Il tutto per non rifare gli stessi errori.
Vivevamo giorno per giorno, senza fare progetti a lungo termine, anche se quel paio di volte in cui ci siamo svegliati assieme ci siamo detti che era bellissimo.
E ieri: ti devo parlare.
Siamo diversi, io non verrò mai a teatro o all’opera con te, hai bisogno di una persona più simile a te, ti amo ma…
E per la prima volta nella mia vita io sono stata lasciata da un moroso/compagno/o quel che è.
Sono rimasta choccata, indecisa se ridere o piangere e la soluzione è stata telefonare a C. per rovesciarle addosso i miei pensieri.
E non sto soffrendo, anzi…ho avuto una sensazione di leggerezza quando me lo ha detto: non devo più programmare e cercare di far combaciare Lui con la mia vita.
E so che mi mancherà, soprattutto la sua fisicità e la sua presenza, ma ho visto troppe relazioni autodistuggersi per non sapere che questa è la soluzione migliore e che il mio piano B è sempre il migliore.
E stanotte ho dormito (strafatta di ansiolitici) ma ho dormito e questa giornata non mi sembra posì così brutta e per fortuna viene mia mamma oggi a trovarmi.

il presente post è catalogato sotto “cuore infranto”, ma io sto bene. Sul serio!


tutto Shakespeare

Sabato sera sono stata a teatro con mamma e la Bestiaccia.
Dopo il MacBeth di Battiston che mi ha trafitto il cuore lasciandomi angosce e un bellissimo senso di oppressione, abbiamo visto una cosina molto frivola “Tutto Shakespeare in 90 minuti” ed è stato a dir poco esilarante.
Conoscendo il bardo (e amando molte delle sue tragedie) non ho smesso di ridere, ho rantolato in palchetto per 90 minuti appunto ed è stata una sera divertente, a cuor leggero, un toccasana.
E se nel mio vocabolario è entrato “l’acaro shakesperiano”, tanto di cappello alla compagnia che per 90 minuti ha saltato, fatto dei cambi velocissimi e ha recitato pezzi di storia senza mai perdere il ritmo.


gorgheggi e navi in porto

Dopo il concerto del gatto morto con C. (quello del nostro approccio alla musica dodecafonica) pensavo di avere già dato abbastanza.
E invece…
Sale sul palco una tizia, zompetta, si guarda intorno e comincia a gorgheggiare.
Santa pazienza, sarà una lunga sera.
Poi un’arpista indiana tira corde e sembra che faccia ginnastica più che musica.
Poi…la tizia strana canta i Beatles, poi canta delle canzoni popolari, poi un suonatore di fagotto ha una specie di assolo. Secondo mia zia sembrava una nave in porto, secondo me uno affetto da meteorismo.
Fine della serata.
Le vecchiette decantano la bravura del suonatore di fagotto, io mi chiedo tante cose…dove ho perso il mio orecchio musicale?
Fuori dal teatro piove.
La Bestiaccia ha male i piedi e si toglie le scarpe.