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dalla A alla Z: il mio 2015 telefilmico

A come Arrow
è iniziato tutto per colpa del mio amico di divano e ora è una passione per l’arciere con la sua gang in cui i crossover si fanno sempre emozionanti e gli spin off agguerriti
B come Bad Judge
perchè non posso guardare sempre cose serie
C come Costantine
“Esorcista, Demonologo e Maestro delle Arti Oscure”, perchè scrivere che è solo un praticante non fa comunque un bell’effetto sui clienti, o forse è un problema di accento inglese
D come Daredevil
ovvero Matt: l’avvocato non vedente più sexy, con i quattro sensi più allenati e atletico della storia.
E come…
non ho visto telefilm con la “E” perchè nel mio cuore c’è ancora E.R.
F come Forever
metti insieme un medical, un procedurale, un fantasy con un pizzico di storia dall’800 ad oggi e non puoi non innamorarti del britannico Henry Morgan, tutto accento e sex appeal.

G come Godd Witch
perchè ho smesso di vedere Grey’s Anatomy da quando se ne è andata Addison
H come Heading Out
storie di una veterinaria incasinata e lesbica. Sul serio con la H non c’era di meglio

I come Impastor
Prendi un tizio che perde troppi soldi al gioco, mettici un pastore protestante gay che sta andando in una nuova comunità e che muore per sbaglio cadendo da un ponte, metti che il tizio incasinato prende il suo posto. Aspetto la seconda stagione perché il finale è stato con il botto.

Y come You and me and the Apocalypse
ci ho scritto un post perché sul serio è troppo

L …
non pervenuto
M come Mozart in the jungle
La prima serie che ho visto in streaming che miscela ottima musica a follia

N come Night Shift
la delusione più cocente del 2015

O come Outlander
Una storia epica, nata sulla carta ormai un ventennio fa e che ora sta prendendo vita sullo schermo: amore, lotta, storia, intrighi, passioni, crudeltà, sangue, avventura, magia, destino. Inizi ad entrare in questo mondo e non ne puoi uscire.

P come Kevin Pacalioglu
ovvero il protagonista di Deadbeat, il medium più incasinato e squattrinato della storia.

Q …
…dopo Quantum Leap e Queer as Folk hanno fatto altro con la Q? 

R come Ruga Giuffa
la web serie veneziana che purtroppo ha perso smalto nella seconda stagione, ma come si dice in questi casi: “Castello indipendente, Ruga Giuffa capitale!”

S come Sean saves the world
Niente a che vedere con Will&Grace, ma Sean Hayes se la cava lo stesso con uno show tutto suo anche se talvolta un po’ banale

T come The Flash
no, sul serio, che dire del velocista e analista forense Barry Allen?

U …come
…mi pento, ma mi è piaciuto Un medico in famiglia 9, ormai così soap-irreale da essere accettabile

V…
non pervenuto
Z …
non pervenuto

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ozio

1. il non far nulla per abitudine, per pigrizia o anche per malattia o altri impedimenti: stare in ozio dalla mattina alla sera; poltrire, vivere nell’ozio; un ozio forzato |tener in ozio la penna, (fig., lett.) non scrivere | (prov.) l’ozio è il padre dei vizi
2. riposo dalle occupazioni ordinarie, tempo libero; vita comoda e agiata: un bel libro da leggere nei momenti di ozio
(da Garzanti Linguistica)

Quando si vive una vita di corsa l’ozio sembra se non un miraggio, almeno qualcosa di improponibile. L’ozio non si può ottenere in una sola giornata, perchè richiede tempo e dedizione.
Dormire, fare colazione, leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire, fare colazione , leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire…e così per tre giorni.

Questo natale ho oziato e ora vado a dormire perchè sono stanca e domani si torna al lavoro.


dall’oltretomba

…la mia voce.
Rispondere al telefono è uno spasso.
E mi sento come lei…


questioni di apocalisse

La telefanatica che è in me quest’anno si è regalata l’adsl e solo grazie a questo è riuscita a trovare delle serie deliziose.
L’ultima in ordine di tempo, ad oggi, è la commedia sofisticata “You and Me and the Apocalypse” che è andata in onda su sky in inglese.
Il plot narrativo è basico: una cometa sta per candere sulla terra e sarà la fine del mondo, non c’è niente da fare, la vita si estinguerà.
Attenzione Spoiler!
Le vite di 9 personaggi principali (più tutti gli annessi e connessi) rispettivamente a Slough (Gran Bretagna), nella Città del Vaticano e a Washington, vengono raccontate e si incrociano negli ultimi 34 giorni della terra tutte ricostruendo un albero genealogico assurdo e meraviglioso che li farà rintanare nel bunker della matriarca. E nel frattempo abbiamo voci fuori campo divine, finti messia, gemelli che non si conoscono, un prete, una suora, un hacker pazzo…e un colpo di scena finale all’ultimo secondo assolutamente pazzesco.

p.s. e se avete amato Karen Walker in Will&Grace…qui restere basiti!
p.p.s. per lo streaming qui


Sassenach

Un paio di giorni fa leggo sul blog di Emily di una saga ambientata in Scozia.
Lei è rimasta completamente coinvolta sia dai romanzi che dalla trasposizione televisiva, io leggo velocemente la trama e deduco che potrebbe piacermi, considerato che sono temporaneamente orfana di un buon prodotto nuovo.
Inizio dalla cosa più a portata di mano: la serie televisiva.
Ed è stato amore.
Anzi, restando in tema: puro rapimento.
Sarà la storia d’amore, l’ambientazione alla Walter Scott, le armi, il sangue, quest’eroina perfetta, i dialoghi, la fotografia (meravigliosa), la musica (pazzesca), la regia impeccabile, la recitazione e in v.o. gli accenti sono a dir poco perfetti…quello che so è che mi piace veramente molto.
E ora non mi resta che finire di vedere la serie (comprarmi i dvd) e trovare i libri che le biblioteche della città hanno il buon gusto di non avere a catalogo.


equinozi

Ufficialmente l’autunno inizia il 21 settembre, astronomicamente quest’anno inizia domani, il 23.
Le giornate si sono accorciate.
Le temperature si sono abbassate.
Le scuole sono iniziate.
I vaporetti sono carichi di studenti anzichè di turisti.
La programmazione televisiva si sta assestando.
Io sto entrando in letargo.
Ho messo i calzini per dormire.
C’è di nuovo la trapunta sul letto.

Ah, già, non esistono più le mezze stagioni…dicono.


Never mind

Mi piace lavorare.
Però c’è qualcosa, non è stanchezza e neppure schifo, è proprio quel “certo non so che” che mi urta i nervi.
Guadagnassi regolarmente uno stipendio probabilmente mi tapperei il naso e andrei avanti per la mia strada, ma così non ha proprio senso: se uno deve avere un passatempo remunerato così come viene, tanto vale che sia piacevole.
Ogni giorno, in ferie, pensavo “quando torno mi licenzio” e anche questa mattina finche mi asciugavo i capelli.
Poi io mi conosco: non ne sono capace.
Troppi sensi di colpa.
Ma mi sono così arrabbiata oggi, che il pensiero si è fatto quasi tangibile, il desiderio è diventato una necessità.
Poi ho incanalato tutti i pensieri negativi e loro, come d’abitudine, sono andati sullo stomaco.
Respiro.
Mi riabituo alla routine.
E ripeto tra me e me: “Does no one understand the difference between nobility and royalty? Never mind.” 
Perché almeno un punto fermo bisogna averlo.
Ma questa è una lunga storia.