maternità e dca

Sopravvisuta alla gravidanza con un dca e una sleeve gastrectomy ora sto affrontando la maternità, anzi, sto affrontanto la famosa quarantena.
Facile?
Non direi.
Impossibile?
Non direi.
Più che altro è cercare ogni giorno di convivere con la paura e con l’unico modo che conosce il mio corpo per arginarla, ovvero mangiare.
Paura dell’inatteso, della capacità che ha the rurgat di evolversi e crescere ogni giorno, con la consapevolezza di non essere spesso “abbastanza” per lei, paura che lei mangi troppo/troppo poco/male, paura di non capirla…
E poi bisogna conciliare il tutto con la fame, i bisogni di sostanze che il mio corpo richiede in fase di allattamento, con questo “nuovo” corpo capace di produrre “cose” che fanno crescere the rugrat.
E quando sono sola un’ondata di emozioni che in parte conosco e in parte sono nuove e inesplorate mi travolge e lì ci si confronta con il dca.

Benvenuta in questo nuovo mondo!

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la smanfara

A Venezia si usa il termine “smanfara” per indicare una persona che ha un caratterino non indifferente, dice sempre la sua, si fa valere, si fa amare, è un po’ ammaliatrice, riesce a fare quello che vuole.
Non è un termine cattivo, ma indica un tratto del carattere piuttosto da vecchia comare.
Ecco, the rugrat è così.
Ieri, dopo una giornata di lacrime e strilli, ha avuto visite e ha fatto la splendida e i suoi fan a dire “ma è deliziosa, buonissima…”
Ecco.
Appunto.

la mia nuova routine

Il nuovo lavoro impone che io impari un nuovo modo di lavorare o che per lo meno modifichi ben 9 anni di routine strampalata.
E quindi: rispettare gli orari rigidi perchè arrivare prima, uscire dopo o ridurre la pausa pranzo non sono contemplati
C’è un problema? Una porta non si apre, un pc non funziona, una consegna è in ritardo, piovono rane? Aspetta che qualcuno lo risolva per te, perchè c’è una catena da seguire.
E così via.
E devo dire che nonostante lo spaesamento iniziale è quello di cui ho bisogno ora per ritrovare la serenità (e non a caso anche il mio sonno sta migliorando).

l’alba dentro di me

Arrivo in ufficio alle 7.40 e mi metto a lavorare di buona lena, poi arrivano i colleghi, beviamo il caffè, il mio capo inizia a telefonare, io ho fame.
Guardo di sfuggita l’orologio: oddio, una collega non è ancora qui! Lo stagista non risponde al telefono…eppure sono le 10.40.
Solo dopo un momento di follia l’uomo inutile mi fa notare che sono solo le 9.20.
Ed io sono già stanca.

i diritti del lettore

Un giorno Dave mi propone di leggere lo stesso libro.
Io arrivo a pagina 20 e lo lascio lì.
Lui lo finisce e mi dice che non è questo granchè.
Per mesi me lo tengo in borsa e per mesi non lo leggo.
Ieri sera, tornando a casa, mi metto a sfogliare il libro.
Salto tutto e arrivo all’ultimo capitolo.
Allora, se volete leggere “La ragazza del treno” sappiate che Megan è morta e che ad ucciderla è stato l’ex marito di Rachel.