ardua impresa…

…parlare di confort food con il collega vegano che sente profumo di casa solo nei negozi bio…

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la mia nuova routine

Il nuovo lavoro impone che io impari un nuovo modo di lavorare o che per lo meno modifichi ben 9 anni di routine strampalata.
E quindi: rispettare gli orari rigidi perchè arrivare prima, uscire dopo o ridurre la pausa pranzo non sono contemplati
C’è un problema? Una porta non si apre, un pc non funziona, una consegna è in ritardo, piovono rane? Aspetta che qualcuno lo risolva per te, perchè c’è una catena da seguire.
E così via.
E devo dire che nonostante lo spaesamento iniziale è quello di cui ho bisogno ora per ritrovare la serenità (e non a caso anche il mio sonno sta migliorando).

l’alba dentro di me

Arrivo in ufficio alle 7.40 e mi metto a lavorare di buona lena, poi arrivano i colleghi, beviamo il caffè, il mio capo inizia a telefonare, io ho fame.
Guardo di sfuggita l’orologio: oddio, una collega non è ancora qui! Lo stagista non risponde al telefono…eppure sono le 10.40.
Solo dopo un momento di follia l’uomo inutile mi fa notare che sono solo le 9.20.
Ed io sono già stanca.

i diritti del lettore

Un giorno Dave mi propone di leggere lo stesso libro.
Io arrivo a pagina 20 e lo lascio lì.
Lui lo finisce e mi dice che non è questo granchè.
Per mesi me lo tengo in borsa e per mesi non lo leggo.
Ieri sera, tornando a casa, mi metto a sfogliare il libro.
Salto tutto e arrivo all’ultimo capitolo.
Allora, se volete leggere “La ragazza del treno” sappiate che Megan è morta e che ad ucciderla è stato l’ex marito di Rachel.