formarsi

Ho più volte programmato un anno sabbatico senza mai riuscire a farlo, adesso posso godermi un paio di mesi sabbatici prima dell’arrivo di the rugrat.
E cosa si fa in un periodo del genere?
Si studia, ci si forma.
E così un po’ a rilento mi concedo conferenze, visite a mostre, pubblic relations e progetti.
Sperando che servano per il prossimo futuro.

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l’ultimo giorno

In questo lavoro d’ufficio mi sono abituata ad avere tanti “ultimi giorni” perché ho avuto tutta una serie di contratti a tempo determinato.
Non ho mai avuto struggimenti d’animo, sono sempre stata piuttosto fatalista tra un rinnovo e l’altro, ma oggi è proprio l’ultimissimo giorno di lavoro.
Da domani sarò in ferie, tra due settimane in maternità e l’ultimo giorno di dicembre scadrà il mio contratto.
Non sono preoccupata, ho un buon piano per il 2019: fare la guida e l’accompagnatore turistico, ovvero ricominciare a fare quello che veramente mi piace e mi fa stare bene.
Certo, uno stipendio mensile, i buoni pasto e la malattia sono una gran cosa, ma a volte credo che la felicità valga ben di più.
E quindi: arrivederci!

non chiamatelo baby shower

La moda è quella della festa pre-nascita che si fa tra il VII e VIII mese di gravidanza tra sole donne.
L’idea anglosassone è quella di un party con regalini e cotillons, giochini assurdi  e imbarazzanti, chiacchiere, menù, lista invitati, un tema…
Io ero un po’ in imbarazzo a fare una cosa del genere, poi alcune amiche mi hanno convinta comunque a condividere l’arrivo di the rugrat e così ho fatto una cosa più a mia immagine: un tea pomeridiano (poco inglese e più europeo) con le amiche.
In un locale piuttosto semplice ma con una buona scelta di tea, dei dolci casalinghi e attenzione al cliente, ho preparato dei piccoli segnaposto utili e dolci ed è stato un pomeriggio splendidamente familiare, allegro, ricco di amicizia.
E questa gravidanza oggi mi fa un po’ meno paura.
Domani non si sa…

the day after

Il giorno dopo due maree eccezionali (la prima dalle 12 alle 15 e la seconda dalle 20 alle 23) la città si ritrova paralizzata.
Paradossalmente Venezia è molto più brava a vivere il quotidiano con i piedi in ammollo piuttosto che far fronte alle necessità del giorno dopo.
O meglio i veneziani sanno convivere con la marea, ricordo ancora una delle mie prime maree eccezionali quando mi stupii che si continuava a fare la spesa ma soprattutto ad andare a bere il caffè al bar. Il vero problema sono i turisti che si tuffano (letteralmente) in acqua per un selfie.

E così il giorno dopo negozi, supermercati, bar, banche e tutto il resto chiusi per far uscire l’ultima acqua, pulire, disinfettare, sistemare, aggiustare i danni che inevitabilmente ci sono.
Il giorno dopo è quello in cui si fanno i conti con la realtà, in cui si torna letteralmente con i piedi per terra.

inizia l’autunno

I segni dell’autunno a Venezia sono semplici: meno turisti, meno corse dei mezzi pubblici la domenica, la maratona, il vento di scirocco e l’acqua alta.

Venicemarathon 2018

photo © Matteo BertolinIeri siamo sopravvissuti ai maratoneti in ammollo (foto dal web) e all’acqua alta, oggi ci prepariamo ad una marea eccezionale tant’è che musei, scuole e ospedali pubblici saranno chiusi.
Io uscirò di casa con gli stivali e un rosario!

dillo alla persona giusta

Finora ho tenuto la notizia della gravidanza abbastanza circoscritta un po’ per scaramanzia, un po’ per pudore, un po’ perché – soprattutto nell’ambiente delle guide – non ci sono colleghe particolarmente empatiche.

Però adesso è arrivato il momento di renderlo abbastanza noto: sto iniziando a lavorare meno e tra un paio di mesi abbondanti avrò un passeggino sotto mano.

Sabato sono andata ad un matrimonio e l’ho detto ad un mio ex capo che notoriamente è una comare e poi ad un’altra persona che ha dato avvio al ciclo sperato: la notizia ha iniziato a diffondersi.

Restano ancora, però, molto pudore e molta scaramanzia (però è anche vero che se dovesse accadere qualcosa di brutto avrei con me anche amici e conoscenti a supporto).