nell’ingorgo della burocrazia

Forse ho capito perché solitamente si va in maternità due mesi prima del parto: per riuscire a seguire tutte le pratiche burocratiche legate all’aspettativa, al bonus bebè e a tutte quelle cialtronaggini che si richiedono.
e così inizia il mio gioco dell’oca…

  • l’INPS richiede, per iniziare l’iter, un certificato di gravidanza digitale
  • il mio medico di base si rifiuta di emettere il certificato digitale e mi manda dal mio ginecologo
  • il consultorio AIED che mi segue non riesce ad emetterlo perchè non abilitato
  • il consultorio pubblico mi dice: “senza un certificato dell’AIED non ti diamo niente”
  • il consultorio pubblico dice ancora: “non siamo ancora abilitati per emettere il certificato digitale, te lo diamo cartaceo e tu vai all’INPS”
  • INPS dice che accetta solo certificati digitali per avviare le pratiche della maternità
  • il CAF dice che accetta solo certificati digitali per avviare le pratiche della maternità per l’INPS
  • l’Ospedale dice di richiamare perchè c’è solo un medico abilitato al rilascio dei certificati digitali
  • … il giro ricomincia…

E nel frattempo a me è venuto un attacco di rabbia e di nervoso e prontamente the rugrat mi ha fatto notare che non gradiva il mio stato d’animo…la prossima volta mando lui per uffici.

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tutto come sempre

Qualche tempo fa una collega mi ha chiesto di condividere con lei una visita guidata e ho accettato senza pormi troppo problemi.
Poi, un paio di settimane fa, mi dice che il gruppo ha scelto Palazzo Ducale e mi sono resa conto che dovevo assolutamente ripassare per non fare una figuraccia.
E così mi sono armata di libri, quaderno, penna e molte visite a palazzo per ripassare e ristudiare quello che non mi ricordavo.
Sono anche stata lì lì per rinunciare al lavoro.
Poi oggi mi sono lanciata.
E sono stata contenta.
E ogni volta mi stupisco che mi capiscano, che mi seguano, che non ci siano problemi e che finche faccio questo lavoro io stia bene.
E’ stata una buona mattina che è terminata con un buon pranzo, pronta a preparare una nuova visita guidata al Museo Navale.

memorie

Leggo sui quotidiani on-line che oggi ricorre il 20mo anniversario della morte di Lucio Battisti.
Non è tanto la scomparsa del cantante che mi lascia in sospeso, ma il ricordo legato alla sua dipartita, perché a quei tempi bazzicavo (o meglio mi imbucavo..in quanto minorenne non avrei potuto accedere alle proiezioni) al Festival del Cinema di Venezia. 
E mi ricordo che improvvisamente tutti sono diventati tristi e Gianni Ippoliti, anziché domandare opinioni sui film, chiedeva a tutti ricordi di Battisti. 

Quello che mi turba è che sono passati 20 anni, non sono una cineasta come immaginavo da adolescente, ora abito a Venezia e al Festival non riesco più ad andare…

di porte e opportunità

Non ho un buon rapporto con i social media, però pare siano l’unico veicolo per lavorare oggi, soprattutto nel turismo: colleghi che ti danno contatti e che ti passano servizi.
Oggi vengo cancellata da una chat perchè lavoro con un’agenzia che all’amministratore del gruppo non va a genio.
Divento triste, poi mi arrabbio, poi mi sento in colpa per essermi arrabbiata, poi mi arrabbio ancora di più.

Un’ora dopo una nuova agenzia mi chiama (perchè una collega ha fatto il mio nome), mi propone buone tariffe, un calendario e io sono abbastanza felice.

Poi un’altra collega mi chiede se sono libera il 12 ottobre per un lavoro.

Per carità non si stanno spalancando portoni, bensì porticine, ma questo mi fa essere un po’ ottimista e, ovviamente, mi ritrovo a pensare…

non mi manca

Stavo tornando a casa e ho visto il portone della Galleria dove allestivo le mostre appena accostato.
Ho bussato e sono entrata, perchè quello spazio per 9 anni è stato casa mia nel bene e nel male, e ho salutato il mio ex capo coperto di polvere e pittura, stanco e soprattutto sotto pressione.
Sta allestendo una brutta mostra che sarà a ridosso della Biennale. Una volta esponevamo Nomi dell’arte contemporanea (De Luigi avrebbe detto “gente di un certo livello”) adesso rimasugli di pessimi giovani artisti.
Una volta però c’ero anche io che fungevo da capro espiatorio e da valvola di sfogo alle sue ansie.
Nostalgia?
Assolutamente no.
Mi basta la puzza dei gelsomini in fiore per ricordarmi che c’è la Biennale anche quest’anno.

mai essere troppo ottimisti

Vado in farmacia ormai tutti i giorni.
E nel mentre di questa splendida convalescenza mi è venuta una laringite batterica.
Il che ha voluto dire: febbre, muco, linfonodi del collo e gola ingrossati, mal di gola, ma soprattutto sono stata afona.
Appunto, vado in farmacia perchè ho finito le fialette per l’aerosol.
Indico al mio AmatoFarmacista cosa mi serve.
“Ancora senza voce?” Io annuisco “Sei praticamente la donna perfetta da sposare”
Allora, lui sa che rimango senza voce almeno tre volte l’anno, non porto una fede al dito, forse siamo fatti per vivere felicemente insieme?

wonderwoman

Visita di controllo dal chirurgo.
“Allora, Amanda, niente piscina e niente addominali per un mese.”
Sorrido.
Chi non vorrebbe vedersi vietati gli addominali?
“Quindi posso tornare in palestra?”
“Con calma, sarai un po’ debole.”

Ho riso quando ha detto “sarai un po’ debole”.
Non ci credo, io sono iperattiva, ho una marea di cose da fare per rimettermi in pari, persone da incontrare…
Stamattina esco per andare a preparare una visita guidata non troppo lontano da casa.
Dopo un’ora non mi reggevo in piedi.
Mi sono dovuta sedere per recuperare energia.
E dopo il “lauto” pranzo ho dormito per dure ore.
Perchè in effetti sono un po’ debole.