Archivi categoria: vita a venezia

un’estate volata via

Sì, per me l’esatte è finita.
A Venezia sono state posizionate le passerelle per l’acqua alta, io ho messo la coperta, le giornate sono corte, i vaporetti al mattino o saltano le corse o sono pieni (o tutte e due), al bar hanno ricominciato a fare la pasta al forno per pranzo, la palestra ha riaperto, io esco con il soprabito. 

Estate che avrebbe dovuto esserci, ma che non c’è stata o che avrebbe dovuto essere diversa.

Quest’anno doveva andare diversamente: tempi, lavori, modi e attitudini diversi. 
Rimando al prossimo, ma la sensazione di non avere abbastanza tempo per fare tutto mi resta.

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il mondo è un po’ strano

Oggi fa un po’ meno caldo e così sono andata in ufficio a piedi.
Mi fermo in piazza San Marco per fare una telefonata e mi imbatto in questa tizia giapponese:
ImmagineRimango ovviamente perplessa, la osservo attentamente: ha un pupazzo in braccio e ogni tanto lo posa davanti ad una gondola o davanti ad una colonna e lo fotografa. 
Mi avvicino: ha pure una parrucca e un’aria assolutamente felice.
Arrivata in ufficio il mio collega (laureato in giapponese) mi dice che esiste un manga che si chiama Aria e Aqua.
Leggo da wikipedia: “Anno terrestre 2301: sono ormai passati 150 anni da quando Marte è stato terraformato. Al pianeta è stato dato il nuovo nome di Aqua a causa dello scioglimento della quasi totalità dei suoi ghiacci, cosa che gli ha anche portato il soprannome di “pianeta dell’acqua”, mentre alla Terra è stato dato il nuovo nome di Man-Home. Akari Mizunashi è una giovane terrestre che si trasferisce su Aqua per imparare il mestiere di Undine, le gondoliere che fanno da guida turistica a Neo Venezia, riproduzione dell’antica Venezia terrestre ormai completamente sommersa. 
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bookcrossing

Non trovo corretto condividere libri “brutti”, ma è ancora più scorretto buttare via un libro, anche se scritto male.
E così, dopo aver letto “Ischia” di Gianni Mura ho deciso che quel libro l’avrei lasciato sull’autobus che porta in aeroporto, con la speranza che lo trovi qualcuno che ha dimenticato le parole crociate a casa.
Però ho deciso anche di appuntare qualcosa, per lo meno chi lo avrà in mano è avvisato.
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le tradizioni

DSCN1286.jpgDa qualche anno abbiamo deciso che a ferragosto ci possiamo dedicare a Venezia e riscoprirla.
Se non fosse per il caldo e l’umido, probabilmente, faremmo di meglio.
Intanto abbiamo preso un vaporetto, poi un autobus che è stato imbarcato su una motonave e siamo approdate a Pellestrina.
Un viaggio.
Letteralmente.


cambiamenti

I cambiamenti non mi piacciono, ma cerco di affrontarli, sto imparando ad affrontarli.

LaStrizza ha cambiato studio e ieri ho conosciuto la sua sostituta. Non è stato facile, ma ho pianto ugualmente bene.

L’esame è stato un fallimento, non per questo non tornerò mai più in Sicilia (forse a Messina no), ma ho il piano B e C per prendere questa maledetta abilitazione come guida.

Il lavoro sta cambiando: mi hanno chiesto di dimettermi per poi riassumermi a settembre. Tecnicamente sono disoccupata ma l’ufficio ha un diritto di prelazione su di me. Non mi sento in vacanza, ma neppure disoccupata.

La bestiaccia ha problemi al lavoro, forse andrà via da Venezia e io sarò un po’ più sola o forse definitivamente sola.

Sto affrontando una grande paura che potrebbe portare ad una svolta nella mia salute.


io ci penso

Nei fine settimana mi dedico ai miei turisti e, quest’anno, cerco di fare cose che mi piacciono, che mi danno soddisfazione, che siano divertenti.
Questo vuol dire le gite in barca, inventare delle passeggiate a tema e poi farle, visite guidate…e studiare sempre qualcosa di nuovo.

WhatsApp Image 2017-05-28 at 21.03.49Sabato e domenica mi sono dedicata a queste attività e sono tornata a casa con le gambe stanche, la voce roca, caldo e tanta energia.
Adoro questo lavoro.
Anche se non è solo rose e fiori: non hai orari (ma comunque sei free lance), i turisti sono spesso tutt’altro che accomodanti, gli imprevisti catastrofici dietro l’angolo, non c’è una routine…. 
Poi, però, finisco una passeggiata proprio qui e credo che non ci siano dubbi.

Mi chiedo però che sostenibilità può avere questo lavoro.
E così mi ritrovo a pensare se mi piacerebbe restare nell’ufficio dove sono o se vorrei che mi lasciassero andare, se mi ci vedo a fare l’accompagnatore turistico tutta la vita.
E soprattutto se è un lavoro sostenibile visto che spesso le agenzie non pagano e se lo fanno hanno dei tempi biblici. 

Intanto mi accontento.


in vaporetto non sai mai

Ore 8.
In vaporetto sale il controllore.
Gli dò la mia tessera.
Mi guarda.
Era quella della palestra.
Ma tanto andiamo tutti nella stessa.