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io ci penso

Nei fine settimana mi dedico ai miei turisti e, quest’anno, cerco di fare cose che mi piacciono, che mi danno soddisfazione, che siano divertenti.
Questo vuol dire le gite in barca, inventare delle passeggiate a tema e poi farle, visite guidate…e studiare sempre qualcosa di nuovo.

WhatsApp Image 2017-05-28 at 21.03.49Sabato e domenica mi sono dedicata a queste attività e sono tornata a casa con le gambe stanche, la voce roca, caldo e tanta energia.
Adoro questo lavoro.
Anche se non è solo rose e fiori: non hai orari (ma comunque sei free lance), i turisti sono spesso tutt’altro che accomodanti, gli imprevisti catastrofici dietro l’angolo, non c’è una routine…. 
Poi, però, finisco una passeggiata proprio qui e credo che non ci siano dubbi.

Mi chiedo però che sostenibilità può avere questo lavoro.
E così mi ritrovo a pensare se mi piacerebbe restare nell’ufficio dove sono o se vorrei che mi lasciassero andare, se mi ci vedo a fare l’accompagnatore turistico tutta la vita.
E soprattutto se è un lavoro sostenibile visto che spesso le agenzie non pagano e se lo fanno hanno dei tempi biblici. 

Intanto mi accontento.


in vaporetto non sai mai

Ore 8.
In vaporetto sale il controllore.
Gli dò la mia tessera.
Mi guarda.
Era quella della palestra.
Ma tanto andiamo tutti nella stessa.


le certezze di primavera

2017-04-27 18.11.08Due cose sono certe a Venezia: l’acqua alta e la biennale. Entrambe rappresentano un disagio e uno svago. 

Per il disagio ci siamo quasi, ma la città darà il suo meglio ai primi di maggio, per lo svago invece ci siamo già.
In attesa delle festone ci dilettiamo con nuove e inquietanti sculture…

Ora, per descriverlo io uso la parola “silos” anche se tutti lo stiamo chiamando “il dildo gigante” che in effetti….


il buon proposito

pugniPer questa stagione turistica ho preso una decisione: lavorare mrosaa non arrivare al punto di rottura o al punto in cui sono talmente stanca da non riuscire ad alzarmi dal letto.
Voglio avere il tempo per vivere e vedere Venezia anche quando il cielo è rosa fashion, per tutti i miei lavori, per i miei turisti, per la famiglia, per il volontariato culturale, per la mia salute, per le gite in montagna.
E i buoni propositi si pagano: con un male alle gambe atroce per essere stata troppo spavalda su un sentiero. In confronto la palestra è una sciocchezza. 


inizia la stagione

Questa mattina (o forse era notte, non mi è ancora chiaro) è iniziata la mia stagione con i turisti con quella che C. chiamava Navalba.

La perla di oggi non riguarda il fatto che fossi senza occhiali e quindi non vedessi niente intorno a me o che per soffiarmi il naso abbia tirato fuori dalla borsa un paio di mutande anzichè un fazzoletto, bensì due non-troppo-vecchietti che avevano prenotato un volo per gli Stati Uniti, ma non volevano prenderlo perchè la prima tratta per la coincidenza era operata da un’altra compagnia. 
Per convincerli  ci siamo messe sia io che la tizia del check-in.
Forse si aspettavano un diretto fino alla porta di casa loro.

Erano le 4.30.


investire in competenze

Ho fatto un corso di Web Design.
La storia inizia a inizio luglio quando, consapevole che il mio futuro lavorativo stava definitivamente cambiando, ho deciso di investire in nuove competenze.
L’idea era di dedicare un anno al Grande Progetto, a fare l’accompagnatore turistico e a trovare nuove soluzioni lavorative come free lance.
Avevo anche trovato una scrivania in co-working.
Arrivo, non si sa come, a Treviso: ma sì, treni e bus! che problemi di orario hai? investi sul tuo futuro! gli ex studenti hanno dei portfoli meravigliosi e tu non sarai da meno!
Insomma, tra tutte le cose che mi piacciono e che potrebbero darmi un futuro scelgo il web design.
Scelgo una scuola che ha ottimi feedback, seria e via dicendo.
Investo i miei ultimi euro e mi preparo a questa nuova fase della mia vita.
Inizio il corso, non ho gran feeling con il docente, io sono un po’ lenta di comprendonio, ci metto dalle 12 alle 20 ore per fare i compiti per casa che non vengono neanche poi così bene e poi…trovo un lavoro.
E a fatica sono arrivata alla fine, con mamma che veniva fino in laguna per portarmi la macchina, i compiti sempre meno fatti, gli occhi sempre più stanchi, il senso di inadeguatezza.
E poi ieri sera l’esamino con il mio compagno di banco che mi passa direttamente una parte della prova.
Mi devo vergognare?
No, devo solo festeggiare e tenere tutto da parte per quando mi potrò lamentare della vita da free lance. 


come i vecchi

Ci sono cose che mi hanno sempre attirata come i vicini che traslocano e i lavori stradali, mi sono resa conto che sono proprio non più giovane da quando ogni piè sospinto mi ritrovo a dire: “ma sai chi è morto?” (soprattutto sfogliando il giornale)
Peccato che spesso non abbia un interlocutore.

O forse indica solo che dopo dieci anni qui io abbia iniziato a conoscere qualcuno.