il capo del mio capo

Oggi avrebbe dovuto esserci il capo del mio capo tutto il giorno.
Non ero preoccupata, ma solo un po’ in allerta.
Avevo anche messo a posto la scrivania.
Ero anche io presentabile.
Avevo delle domande, volevo fare buona impressione. 
E’ arrivato alle 9.
Mi ha salutata.
Si è chiuso nell’ufficio del mio capo.
E alle 12 è andato via.
Io ormai li considero segni del destino.


non voglio aver bisogno di un uomo

In un impeto di follia, una notte, ho deciso che volevo rinnovare la magione.
Avere più spazio, soprattutto mentale.
Non ho fatto un vero e proprio piano, più che altro mi sono lasciata trasportare dall’impeto.
LaStrizza dice che è abbastanza normale sentire il bisogno di sistemare e di fare “altro” mentre si mette ordine nella propria testa e il fatto di avere una certa (e temporanea) stabilità lavorativa ha scatenato il tutto.
Insomma, progetto, faccio, disfo, rifaccio.
Inizio dallo sgabuzzino.
Cerco e cambio le tende arrampicandomi sulla scala e litigando con un cacciavite e ingoiando viti.
Compro la pittura, dopo aver scelto il colore e sentito millemila consigli, mi cimento con una pistola spray, con un rullo con il serbatoio e finisco a darla di pennello.
Sistemo scarpe, sposto mobili, compro cose.
E non vedo la fine.
In tutto questo non mi perdo d’animo quando non ce la faccio.
Sul serio avrei voluto delegare alcune cose a qualcuno che è capace (e di solito è un uomo), ma poi mi sono detta: testa mia, casa mia, problemi miei.


l’eterno dilemma

Ogni tanto mi piace avere dei dilemmi frivoli: ma le scarpe nuove e belle perchè raramente sono anche comode? Esco comoda o con i piedi felici?

Oggi sono uscita con i piedi felici e le scarpe di ricambio in borsa!


io ci penso

Nei fine settimana mi dedico ai miei turisti e, quest’anno, cerco di fare cose che mi piacciono, che mi danno soddisfazione, che siano divertenti.
Questo vuol dire le gite in barca, inventare delle passeggiate a tema e poi farle, visite guidate…e studiare sempre qualcosa di nuovo.

WhatsApp Image 2017-05-28 at 21.03.49Sabato e domenica mi sono dedicata a queste attività e sono tornata a casa con le gambe stanche, la voce roca, caldo e tanta energia.
Adoro questo lavoro.
Anche se non è solo rose e fiori: non hai orari (ma comunque sei free lance), i turisti sono spesso tutt’altro che accomodanti, gli imprevisti catastrofici dietro l’angolo, non c’è una routine…. 
Poi, però, finisco una passeggiata proprio qui e credo che non ci siano dubbi.

Mi chiedo però che sostenibilità può avere questo lavoro.
E così mi ritrovo a pensare se mi piacerebbe restare nell’ufficio dove sono o se vorrei che mi lasciassero andare, se mi ci vedo a fare l’accompagnatore turistico tutta la vita.
E soprattutto se è un lavoro sostenibile visto che spesso le agenzie non pagano e se lo fanno hanno dei tempi biblici. 

Intanto mi accontento.


rimescolamenti

Ho progettato due passeggiate per turisti per un’agenzia.
Le proverò entrambe nel fine settimana.
E a dire il vero ho un filino d’ansia.
Giusto un po’.
Ma forse è perchè devo sgomberare dei mobili.
O perchè casa mia sembra un magazzino di un accumulatore compulsivo e temo di non venirne mai più fuori.
O perchè voglio ridipingere delle pareti, ma l’istinto ce l’ho soprattutto di notte.
O perchè pensavo di aver sistemato tutte le scarpe che non faccio in tempo a distrarmi e ne trovo un altro paio e in tutto questo non so cosa mettermi.
O perchè il mio ciclo si sta coordinando con quello della mia collega: io piango e lei sbraita.
O perchè mi sento terribilmente e inesorabilmente…(no, non la scrivo quella parola).


non ho…

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…un paio di scarpe da mettere.
Alla faccia di Marie Kondo e del magico potere del riordino.


grandi lavori in piccoli spazi

Sarà il mio tumulto interiore, fatto sta che la mia casa sembra un magazzino di un accumulatore compulsivo.
In realtà ho deciso – non si sa come – di iniziare  da mettere in ordine, ripulire, ridipingere lo sgabuzzino/lavanderia, archiviare le scarpe e via dicendo.
Ma la parola chiave è “ridipingere” con la pistola spray.
E il colore deve essere molto liquido, quindi gocciola.
La pistola spruzza non solo il muro e siccome io sono una persona “furba” ho giocato al body painting in mutande…sia mai che debba lavare dei vestiti.
Per fortuna il colore è idrolavabile e sotto la doccia se ne è andato dal mio corpo.
Stasera faccio l’altro mezzo sgabuzzino perchè, in tutto questo, ci metto tantissimo tempo e faccio le cose a pezzi.