giorni

Ho ricominciato a fare il lavoro che mi piace.
Entusiasmo e stanchezza si sommano felicemente ogni giorno.
E niente…mi era mancato tutto questo.
Mi era mancato avere i “miei” tempi, le domande sciocche e quelle a cui a volte non so rispondere.
L’unica cosa che non mi mancava era far coincidere le mie esigenze con quelle di the rugrat.
Ma perchè nessuno mi ha mai detto quanto fosse difficile trovare una babysitter ma soprattutto convincerla a restare?

le mie scarpe predilette

Nel 2011 vivevo con C. nella catapecchia, facevo il lavoro della mia vita che mi mandava ai matti un giorno sì e anche quello dopo e, soprattutto, andavo a lezione di tango.
Una pessima tanguera.
Poi nel 2012 mi sono lesionata i tendini della caviglia sinistra e non sono più riuscita a portare i tacchi e quindi ho appeso le scarpe al chiodo.
Un tentativo di ballo l’ho rifatto un paio d’anni dopo ma ho lasciato perdere, il dolore fisico era veramente troppo. 
Poi la vita, la maternità e tutto il resto sono trascorsi.
Finchè una conoscente non ha chiuso il cerchio: “vieni alla lezione di tango con angolo gioco per i bambini?” E i maestri erano due persone a cui avevo voluto molto bene nella mia prima vita.
E così sono andata.
Ho sempre un pessimo orecchio, però qualcosa mi ricordo ancora.
Peccato che la situazione della mia caviglia non sia migliorata, anche se sono cambiata io e così alla fine ho lanciato le scarpe e ho ballato senza (e male, come sempre).
Inutile dire che alla sera l’ho pagata tutta: mal di schiena, alle ginocchia e ovviamente caviglia che stava iniziando a virare verso il viola chiaro.
Però felice e con un buon antidolorifico io ci torno.

cose da teenager

Adoro le serie televisive.
Adesso, obiettivamente, c’è troppa scelta tra tv e piattaforme on line.
A parte i grandi e inossidabili amori ho deciso di dedicarmi a Diseny+ prima che scada l’abbonamento che non rinnoverò: e così mi sono ritrovata a vedere “Dottoressa Doogie” che, per me degli anni ’80, è una risciacquata di “Doogie Howser” con quel gran Neil Patrik Harris.
Nulla in confronto o forse io non ho più 10 anni.

fuori dalla finestra

Il luogo in cui cresci ti influenza.
Inutile, è proprio così.
Siamo nella casa di campagna: apro la finestra alle 7 e vedo nebbia, umido, uccelli crudi (cit.), tutto grigio e marroncino, la desolazione.
Mi manca la mia casa, il canale e il ponte che vedo dalla finestra, il vociare delle persone, la mia vicina che mi saluta.
Avevo comunque bisogno di un reset dopo una fine d’anno penosa.

coerenza

Ormai da anni mi sono fatta un regalo ovvero “non mangiare con persone che non mi piacciono”.
Non è sempre facile, passo per quella asociale, per quella stanca, per quella che “se la tira”.
Non è neppure facile rinunciare quando in ballo ci sono locali belli, ma ho imparato che nulla al mondo vale come un pasto con una buona compagnia.
Stavo tergiversando oggi, in bilico fino all’ultimo.
Poi ho pensato alla mia gastrite. Alla mia insonnia. Al fastidio che mi danno certe mie colleghe e la decisione è stata più facile del previsto.